Io non ascolto la radio. Ascolto i cd. I miei cd sono compilation fatte da me, con dentro di tutto, la musica più varia. I miei cd sono cassette. Musicassette. Audiocassette. Insomma, si è capito: cassette.
La radio è novità, è sorpresa, è ignoto. Qualche canzone bella la azzeccano, molte altre volte aspetti solo che finisca, ti fai accompagnare da quei suoni praticamente inutili, ma pregusti la prossima. Poi c'è la pubblicità, il deejay che parla, ed ecco un'altra canzone. Passabile. Ma di certo non fenomenale.
La cassetta è sicurezza, è certezza, è affidabilità. Le canzoni le sai, sono tutte belle, se una non ti va mandi avanti (ehi, è un cd! Non più una vera cassetta), quella dopo è sicuramente una bomba. Quella dopo ancora: anche. Nessuna incertezza, nessuna ansia.
Non vedo vantaggio nell'affidarmi a qualcosa di ignoto, quando il noto è già così meraviglioso. E perché poi dovrei cercare quello che già so di volere, in mezzo a tanto altro che non voglio? So quello che voglio, ed è già pronto, tanto vale sceglierlo direttamente.
Chi non ascolta la radio non si può innamorare.
Ogni tanto alla radio fanno un pezzo nuovo, qualcosa di mai sentito, qualcosa che mai avresti immaginato. Una canzone che ti apre la mente. Suoni nuovi. La sensazione di conoscerla già, di averla conosciuta da sempre, di aver aspettato quel momento da sempre. La canzone definitiva. Peccato però, alla radio la fanno una volta solta.
Eccola, allora: la canzone da mettere nella prossima cassetta. E venerare. E ascoltare ogni volta che si vuole, sempre identica. Sempre perfetta. Per sempre. Per sempre fino a quando stuferà.
E allora si potrà riprendere qualche vecchia cassetta. O ascoltare qualche nuovo pezzo alla radio. Da mettere in una cassetta.

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