domenica 10 luglio 2011

Crafting

E' un po' che non scrivo. Ora vi spiego la ragione parziale di ciò.

Una premessa: di solito non scrivo in modo specifico di videogiochi, tocco l'argomento spesso (e come non potrei?), ma non scrivo mai "recensioni" o presunte tali. Questa è un'eccezione, anche se in realtà non è una vera e propria recensione. E non si parla neanche di un vero videogioco. E' proprio tutto eccezionale.

Seconda premessa, un po' più lunga: una brevissima storia dei videogiochi fino ad oggi. I videogiochi nascono agli albori dell'informatica, quando i primi programmi stampavano tonnellate di scritte verde fluorescente sullo schermo, e qualcuno pensò di peredere tempo a creare qualcosa di divertente con quelle scritte. Col perfezionarsi dei mezzi, si sono perfezionati anche i videogiochi, parallelamente a (e a volte addirittura trainando) i programmi "utili". Ci sono stati i tempi d'oro di Will Wright e Sid Meier, programmatori che da soli potevano creare videogiochi meravigliosi, e soprattutto che crearono un genere, ovvero quello dei videogiochi gestionali, strategici, manageriali, che possono piacere o non piacere, ma sono indubbiamente un'evoluzione, perché esulano dal concetto di "videogioco" inteso come "gioco a video di azione e riflessi", ma allargano la definizione. Secondo Sid Meier, un gioco è "una continua successione di scelte interessanti". In questa definizione, il gioco d'azione è solo un sottoinsieme. Il mercato dei videogiochi per pc, dove è nato il genere, era un settore di nicchia, soffocato dalle console dell'epoca sfornate da Nintendo e Sega, ma era molto prolifico. Le console sono defunte presto, pronte a rinascere come delle fenici qualche anno dopo, e intanto il pc ha conosciuto il suo momento di gloria. Gloria commerciale, s'intende, a cui non corrisponde quasi mai una gloria culturale. Il mercato dei videogiochi ha spopolato, è cresciuto a dismisura. E poi sono arrivate le grandi major. Hanno saturato il mercato di nuove console, sempre più potenti, sempre più simili a pc, ma molto più facili, moderne meretrici informatiche. E il mercato è definitivamente esploso, o forse sarebbe meglio dire imploso. Tutti i più grandi produttori si sono convertiti al mercato delle console, più lucroso, più facile, con una percentuale di pirateria irrisoria rispetto a quella del settore pc, e lì sono rimaste. La fetta del mercato pc viene mantenuta da conversioni o riadattamenti di videogiochi per console. Poche case di videogiochi sopravvivono esclusivamente nel mercato pc, ma anche quando lo fanno, producono videogiochi tanto, troppo simili a videogiochi per console. E' la vera e propria arte videoludica che è stata corrotta, alla base. Non è più possibile produrre un videogioco da soli, per fare qualcosa di minimamente proponibile ci vuole un team, per un team ci vogliono soldi, poi bisogna produrlo, venderlo, ci vuole la pubblicità, ci vogliono i canali, altrimenti non c'è speranza.

Fino ad ora.

 

Che cos'è Minecraft? E' una rivoluzione, questo è certo. E' un videogioco? Mah, se stiamo alla definizione di Sid Meier, certamente sì, ma possiamo inquadrarlo nella sezione dei "videogiochi" così come li conosciamo, così come sono usciti fino ad oggi? Decisamente no.
Tanto per cominciare, non ha obiettivi. Ed è già qualcosa. Fino a qualche anno fa, nessuno sapeva manco cosa fossero questi obiettivi, a parte un obiettivo generale di gioco, un sotto-obiettivo di missione, o un obiettivo personale. Ma non c'era tutta la sfilza degli achievements, introdotti, guarda caso, dal mercato console, dove centinaia di migliaia di utenti giocano allo stesso gioco, per lo più da soli, e online possono ottenere questi riconoscimenti meravigliosi, tipo "raccogli 10.000 fragole di seguito". Che meraviglia. Dove sta la scelta divertente?
Beh, Minecraft non ha obiettivi, e mi pare il minimo.
Andiamo oltre. Minecraft non ha nemmeno un obiettivo di gioco. Neanche uno. Va bene, siamo ormai abituati ai free-roaming, GTA ci ha abituato ad andare in giro a caso, però qualcosa da seguire c'era. In SimCity possiamo costruire città ad libitum, ma quantomeno hai l'obiettivo di non far crollare i bilanci, di tenere i cittadini felici (o composti), di fare una bella città. In Minecraft no. Praticamente, non devi fare nulla. Tendenzilamente, puoi fare qualunque cosa. Siamo d'accordo, è solo una beta, questo vuol dire che è una versione di prova, quando uscirà il gioco vero e proprio magari avrà un accenno di storia, di ambientazione, addirittura un obiettivo. Ma magari no.
Ecco, appunto, è pure una beta, e ha 10 milioni di iscritti, e ha venduto 2,6 milioni di copie, a 15 euro l'una. Ed è stato scritto da un tizio solo, che ora poveraccio si fa aiutare da un piccolo team, ma l'idea è sua.


Il concetto è talmente semplice da rimandare al cinquecentenario uovo. C'è un mondo, e questo mondo è una immensa (e intendo immensa nella sua accezione più profonda) griglia tridimensionale. Fine. Una griglia, ogni punto è determinato da 3 coordinate, X, Y e Z, fine della storia. E come sarebbe intuitivo pensare, ogni punto è un quadratino. In questa griglia, semplicemente mettendo sopra, sotto, a destra e a sinistra quadratini uguali, simili o diversi, puoi creare qualunque cosa. Montagne, fiumi, valli, alberi, case, strade, ponti, navi, mongolfiere, qualunque cosa uscirà come una semplice rappresentazione in una griglia tridimensionale, un po' squadrettata. Ma spaventosamente potente. Il tutto volutamente in stile triviale, un po' perché ormai è lo stile del gioco, un po' perché è molto più semplice da programmare. Insomma, ha dovuto farlo da solo!
Di notte, arriva qualche mostro, per distruggere quello che hai costruito, o tentare di ammazzarti. Giusto un pretesto, per spingerti a sviluppare quel senso di paura e desiderio di protezione tipicamente umano. Così sarai spinto a costruire case e rifugi, come faresti nella realtà.
Un programma del genere è arrivato a 10 milioni di iscritti?! Sì, e il piccolo miracolo è avvenuto semplicemente con il passaparola, niente canali riservati, niente blasonerie, pubblicità, strategici lanci sul mercato, niente. Solo il puro e semplice passaparola. Utenti ancora innamorati dei veri videogiochi per pc, che l'hanno provato, hanno capito che era stato creato da un vero innamorato di videogiochi per pc, con attenzione manicale per i dettagli, e l'hanno consigliato. Così è avvenuto il miracolo Minecraft. E ormai, è già epico.

2 commenti:

riboo ha detto...

ok, fammi capire quante ore ci hai passato ad oggi...

Dippi ha detto...

Mah, ho guardato le statistiche e per ora siamo a 30 ore, pensavo peggio a dir la verità....