lunedì 2 maggio 2011

War bulletin

Oceania is allied with Eastasia and at war with Eurasia.
Oceania has always been at war with Eurasia.


Ci tenevo a commentare qualche punto interessante della diretta di oggi:

"E' la fine di in incubo, mi auguro solo che sia anche l'inizio del declino del terrorismo internazionale". Così l'ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, da Bologna, commenta la morte di Osam Bin Laden.
Sì, il terrorismo internazionale sarà totalmente spaesato, vuoi mettere la differenza di pensare al tuo leader in una bara sott'acqua anziché in un bunker sottoterra?

Per il sito jihadista "Shabaket ansar al mojahedin", "Bin Laden è stato un grande combattente, la nostra luna, e ha fatto soffrire gli Stati Uniti". "Al nostro nemico, aggiunge l'autore del testo, "annunciamo che la vendetta è vicina e a tutti coloro che ora credono la guerra santa sia finita con la morte di Bin Laden".
Vedi sopra.

Il Presidente Usa parla dopo l'uccisione di Bin Laden: "Dopo la sua morte il mondo è un posto migliore. Non c'è niente che non possiamo fare".
Tipo mettere qualche altro dittatore amico e poi tirarlo giù fra 20 anni, colonizzare ogni città con negozi di marca, conquistare l'Asia e l'America del Sud e occupare ogni territorio con almeno 2 armate.

Osama bin Laden sarebbe ancora vivo se si fosse arreso. Lo ha detto una fonte anonima dell'amministrazione Usa. "Ha opposto resistenza durante il combattimento. Per questo è stato ucciso. I soldati erano preparati a prenderlo vivo in caso di resa", ha detto il funzionario.
Plausibile che dopo 10 anni di latitanza si faccia prendere vivo, soprattutto quando gli entri in casa urlando e sparando.

La missione del team americano era quella di uccidere Osama Bin Laden e non di catturarlo, hanno rivelato fonti del Pentagono.
Ragazzi, almeno mettetevi d'accordo sulle versioni. 

"Obama si e' liberato di Osama! I principi dell'Islam sono pace e amore. Per favore, non confondete la visione di Osama con quella dei musulmani". Mike Tyson commenta così, dalla sua pagina di Twitter, la notizia dell'uccisione di Osama bin Laden.
Sono costretto a condividere. Somiglia un po' a quando la gente mi guarda male, come se odiassi gli omosessuali e augurassi la morte per Aids agli africani, solo perché dico che sono cristiano.

"Le foto del cadavere di Osama Bin Laden scattate dopo la morte oggi non lasceranno dubbi sul fatto che si tratta per davvero del capo di Al Qaida".
Tempo una notte e le epuriamo da qualunque dubbio.

Nel blitz messo a segno in Pakistan, "a ben vedere si potrebbero ravvisare numerose anomalie". Ne è convinto Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica e membro della Fondazione Icsa (Intelligence Culture and Strategic Analysis), che si occupa di problemi di terrorismo e sicurezza internazionale.
Com'è che finché lo dicevo io mi davano del pirla?!

Con la morte di Osama Bin Laden "si è confermato il detto 'chi di spada ferisce, di spada perisce'". Così l'ex presidente della Polonia e Premio Nobel per la pace, Lech Walesa, ha commentato la morte del leader di Al Qaeda. "Io sono a favore di un ragionamento giudiziale e contrario alla pena di morte, ma - ha osservato - Bin Laden per primo è stato la dimostrazione che lui, nei suoi giudizi, non è mai ricorso ai tribunali ed esercitava la pena di morte: è stata la prima vittima del suo stesso comportamento".
Cioè, al signor "Chi di spada ferisce di spada perisce" hanno dato il Nobel per la pace. Il prossimo lo daranno a Calderoli.

"Deceased", deceduto. Così, con una scritta rossa impressa sulla foto segnaletica che da almeno un decennio campeggia in cima alla lista dei terroristi 'Most Wanted', i più ricercati, l'Fbi ha aggiornato sul proprio sito internet il profilo di Osama Bin Laden.
Allora adesso non c'è più il minimo dubbio.

Scendono a picco i prezzi del petrolio, dopo l'annuncio dell'uccisione di Osama Bin Laden. I future sul Light crude perdono 2,14 dollari a 111,79 dollari e quelli sul Brent arretrano di 3,50 dollari a 122,39 dollari.
Benvenuti sul pianeta Terra. 

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